Crioconservazione

equipe promea inseminazione artificialeIl metodo convenzionale per la crioconservazione di ovociti ed embrioni è noto come congelamento lento. L’ovocita/embrione viene sottoposto a passaggi attraverso soluzioni contenenti crioprotettori, che deidratano l’ambiente cellulare e riducono il rischio di danno cellulare derivante dalla formazione intracellulare di cristalli di ghiaccio nelle fasi di abbassamento di temperatura.

Mediante un congelatore programmabile, il materiale biologico viene progressivamente portato a temperature sempre più basse, molto lentamente, per limitare il rischio di formazione di ghiaccio intracellulare. Una volta trasferiti in azoto liquido (-196 C°), gli ovociti/embrioni possono essere conservati per un periodo anche molto lungo (risultano gravidanze da ovociti congelati da oltre 10 anni).
Negli ultimi anni si è diffuso un metodo alternativo di crioconservazione noto come “vitrificazione”.
Invece di deidratare e abbassare lentamente la temperatura per impedire la formazione di ghiaccio intracellulare, si applicano transizioni di temperatura estremamente più rapide, con lo scopo di non lasciar tempo alle molecole d’acqua di organizzarsi in un reticolo cristallino e prevenendo così la formazione di ghiaccio intra o extra-cellulare. Per aumentare la viscosità della soluzione di vitrificazione e ostacolare ulteriormente la formazione di ghiaccio, si impiegano inoltre concentrazioni di crioprotettore molto più elevate rispetto al congelamento lento.

Per procedere alle tecniche di crioconservazone è indispensabile avere gli esiti degli esami infettivologici (HIV, Hbs Ag, Hbc IgG e IgM, HCV, Hbc Ab) più recenti di 3 mesi, come indicato dalla normativa nazionale in materia.