Infertilità di coppia

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Molte coppie desiderano un bambino e il fattore di non riuscire ad averlo in maniera naturale è un qualcosa decisamente  più comune di quanto si creda. In linea generale, per la medicina, si considera infertile una coppia che non riesce ad avere un figlio dopo un anno di tentativi; questa situazione interessa il 12 – 15 % delle coppie in età fertile. In Italia si stima che oltre 45.000 nuove coppie ogni anno hanno inconrtato difficoltà nel concepire un bambino.

Per affrontare il problema è importante rivolgersi ad uno specialista che programmi, insieme alla coppia, una serie di esami che permettano di capire qual è il problema. Spesso il problema individuato è trattabile con una terapia medica o talvolta, chirurgica; a volte si risolve da solo dopo qualche tempo di attesa, o dopo aver informato la coppia circa i meccanismi della fisiologia riproduttiva; in altri casi si deve ricorrere all’inseminazione artificiale.

Le principali cause di sterilità e la loro incidenza sono simili a livello mondiale: nella figura 1 sono riportati i dati pubblicati da Carlo Flamigni nel 2002.

infertilità inseminazione artificiale
figura 1

  • Infertilità maschile 35%
  • Infertilità femminile meccanica 35%
  • Infertilità femminile ormonale 15%
  • Infertilità di coppia 5%
  • Infertilità idiopatica (da causa non nota) 10%

 

LE CAUSE DI STERILITA’

La sterilità è un disturbo che riguarda le coppie, e non solo i singoli individui. Infatti, in una analisi che consideri la potenziale fertilità, la valutazione va eseguita considerando sia la fertilità maschile sia la fertilità femminile, fermo restando che la coppia conduca una vita sessuale normale. Esistono diversi tipi di sterilità: in alcuni casi, essa ha un valore assoluto – pertanto, ad esempio in caso di chiusura bilaterale delle tube per le donne o di assenza di spermatozoi negli uomini, la cosiddetta azoospermia, si parla di fertilità della coppia pari a zero – ma altre volte si parla di fertilità ridotta.

La fertilità ridotta – molto diversa dalla fertilità assente – riguarda, ad esempio, il caso in cui un uomo abbia un numero esiguo di spermatozoi (con ridotte possibilità di fecondare) e la partner femminile abbia un’età di circa 38 anni.

Questa coppia avrà un basso potenziale di fertilità. Ma supponiamo che la coppia si sciolga e le persone che che la componevano si trovino nuovi compagni.

L’uomo con una nuova compagna di 30 anni si troverebbe a formare una coppia con un potenziale di fertilità molto più alto e anche la donna trovando un compagno normospermico formerebbe una coppia potenzialmente molto più fertile.

Quindi il potenziale di fertilità va sempre letto nell’ambito della coppia che richiede la consulenza, non solamente come dato biologico, ma anche cogliendo altri aspetti relazionali come la voglia di investire risorse ed energie nel progetto della ricerca di un figlio.

Quando chiedere aiuto?

Il tempo ha una duplice valenza nella sterilità: da una parte il tempo “cura”, nel senso che alcune coppie concepiscono spontaneamente anche dopo molti mesi di ricerca del figlio, ma è anche vero che in alcune situazioni più il tempo passa e meno possibilità di concepire ci sono. Quindi è consigliabile che una coppia giovane, in cui la partner femminile ha meno di 30 anni consulti uno specialista dopo 12 mesi di rapporti liberi , mentre se la partner femminile ha più di 35 anni è bene chiedere una consulenza dopo sei mesi di tentativi.

L’età

Recentemente si tende sempre più spesso a sottolineare l’età femminile è uno dei fattori principali nel determinare la fertilità. Il fatto che l’età media in cui si cerca il primo figlio si sia spostata di circa 10 anni negli ultimi 70 anni è un dato accertato. Questo aspetto viene sottolineato con un vago accenno colpevolizzante nei confronti delle donne che cercano figli così tardi.

I fattori complessi di trasformazione sociale della società che hanno visto in 50 anni radicalmente mutarsi l’organizzazione familiare e il ruolo della donna. Completare i propri studi, cercare un lavoro soddisfacente, consolidare il proprio rapporto e progettare un figlio portano oggi la ricerca del primo figlio nella quarta decade della vita.

Per semplicità possiamo dire che le cause di sterilità sono:

  • nel 50% circa dei casi sono femminili
  • nel 35% circa maschili
  • nel 5% di coppia
  • nel 10% circa dei casi la cause della sterilità sono sconosciute.

Cause femminili

Una delle cause più comuni di sterilità è un difetto o l’assenza completa di ovulazione.

Alla base della disfunzione ovulatoria ci sono problemi quali il sovrappeso o il sottopeso, squilibri ormonali legati a malfunzionamento dell’ipofisi o della tiroide; difetti dell’ovaio che non è in grado di metabolizzare correttamente gli ormoni prodotti (policistosi ovarica).

Altra importante causa di sterilità è la patologia tubarica, così come possono essere responsabili di un mancato concepimento malformazioni uterine (utero setto, bicorne) o fibromi o polipi endometriali di grosse dimensioni.

Patologia molto frequente e causa di sterilità è l’endometriosi. Tutti fattori che vengono analizzati ovviamente nell’iter medico di inseminazione artificiale.

Cause maschili

La capacità di procreare dell’uomo dipende dalla qualità del liquido seminale.

Si parla di dispermia quando alcuni dei parametri del liquido seminale sono alterati:

  • Oligozoospermia: ridotto numero degli spermatozoi;
  • Astenozoospermia: ridotta motilità degli spermatozoi;
  • Teratozoospermia: aumento del numero di spermatozoi anomali.
  • Il termine azoospermia si riferisce invece all’assenza totale di spermatozoi nell’eiaculato.

Le cause maschili di sterilità si possono dividere in due grosse categorie:

  • Cause secretorie: il testicolo non è in grado di lavorare correttamente quindi produce un liquido seminale di cattiva qualità. In genere rientrano in questa categoria tutte le disfunzioni ormonali ipotalamiche o ipofisarie (ipogonadismo). Queste ghiandole non sono in grado di inviare al testicolo stimoli ormonali (FSH) sufficienti per un suo corretto funzionamento. Anche diversi fattori ambientali possono danneggiare il testicolo impedendo una buona produzione di spermatozoi, tra questi per esempio il fumo, l’alcool, elevate temperature, farmaci e l’esposizione prolungata a determinate sostanze tossiche.
  • Cause escretorie (per una più esauriente descrizione delle cause escretorie vedere “Andrologia”): gli spermatozoi normalmente prodotti incontrano alcuni ostacoli meccanici sul loro cammino a diversi livelli delle vie seminali. Si può trattare di malformazioni congenite o di problemi legati a traumi o infiammazioni.
  • Il varicocele, dilatazione delle vene testicolari, è anch’esso una causa molto diffusa di sterilità.
  • Cause genetiche: la sterilità maschile può essere determinata dalla mancanza di alcuni geni posizionati sul cromosoma Y. Questo difetto è responsabile di una alterata spermatogenesi.

Esistono poi patologie cromosomiche, tra le quali la più diffusa è la sindrome di Klinefelter, che causano sterilità nei pazienti affetti.

Promea è un centro specializzato in procreazione medicalmente assistita e inseminazione artificiale che offre il massimo della competenza nel settore. Per maggiori informazioni, consultare la nostra pagina contatti.

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