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Cosa fare quando non si riesce a rimanere incinta

Non riesco a rimanere incinta: cosa fare?

Questa è una domanda piuttosto comune, soprattutto nella donna che ha delle difficoltà a rimanere incinta per via di un problema anagrafico: infatti, le donne che hanno superato i 39 anni di età non hanno la stessa capacità di ovulazione delle donne più giovani a causa dell’invecchiamento cellulare degli ovociti.

Molte donne, a causa di una infertilità conclamata, sono quindi costrette ad abbandonare il sogno di rimanere incinta con metodi naturali – ovvero per mezzo di rapporti sessuali mirati e consecutivi – e devono quindi rivolgersi a centri esperti nella fecondazione assistita e nell’inseminazione artificiale.

Ma anche se l’inseminazione artificiale è una soluzione importante al problema dell’infertilità, non sempre è necessario rivolgersi subito a strutture specializzate in tecniche di procreazione medicalmente assistita o di inseminazione artificiale: talvolta, infatti, il ‘problema’ può essere risolto ricorrendo a metodi meno tecnici ed invasivi.

Cosa fare quando non si riesce a rimanere incinta?

Prima di tutto, è bene fissare un colloquio con il proprio ginecologo, che potrà indicare una prima strada da percorrere: il fatto di non rimanere incinta può essere un problema che non dipende necessariamente da una propria situazione di infertilità conclamata o severa, e solo una visita ginecologica completa può dare delle risposte più certe.

In genere, bisogna mettersi in allarme quando non si riesce a rimanere incinta dopo 12 mesi di rapporti mirati, ovvero di rapporti sessuali eseguiti durante il periodo dell’ovulazione: questo è ciò che consigliano i medici esperti in materia di infertilità ed inseminazione artificiale.

I passi da seguire quando non si riesce a rimanere incinta sono i seguenti:

  • Visita ginecologica completa ed approfondita;
  • Esami infettivologici;
  • Esami strumentali e biochimici, volti a individuare eventuali patologie che potrebbero inibire la gravidanza.

Ovviamente, il partner maschile non è escluso da questa situazione: non è detto che il ‘problema’ sia interno alla donna, ma può essere anche l’uomo soffra di infertilità – situazione che renderebbe quindi necessaria l’inseminazione artificiale – o di altri problemi a livello spermatico (oligospermia, azoospermia) o infettivologici.

Per l’uomo, quindi, è necessario sottoporsi a visita andrologica completa, ed eventualmente anche ad esami strumentali, biochimici e infettivologici, esattamente come avviene per la donna.

Una volta che si è ottenuto il quadro completo, si può optare per altre consulenze come la consulenza di coppia, eventualmente anche a livello psicologico se gli esami non hanno indicato alcun problema che potrebbe essere alla base di una gravidanza non ottenuta.

In ogni caso, è sempre bene affidarsi ad un ginecologo e andrologo specializzati, che potranno indicare le eventuali strade da seguire e suggerire tutte le terapie volte a rendere possibile una gravidanza, tra cui, ovviamente, tutte le tecniche dell’inseminazione artificiale e della fecondazione assistita.