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Tumori benigni della cute e del sottocute – Equipe Dott. Baruffaldi

Definizione di Tumori benigni della cute

I tumori benigni della cute e del sottocute, molto spesso, vengono rimossi più per ragioni estetiche che per necessità patologiche.
I più comuni sono le cisti epidermoidi o le cisti sebacee del cuoio capelluto che non sono quasi mai pericolose, eccetto che in caso di infezione. Il motivo che consiglia l’asportazione è questo: evitare infezioni da parte dei germi cutanei.

Altri tumori benigni sono i fibromi o i nevi tuberosi, gli istiocitomi ed altre piccole neoformazioni inestetiche. Un discorso a parte meritano i nevi che, pur non essendo quasi mai pericolosi, possono venir asportati sia per ragioni estetiche sia a scopo bioptico (sospetto di melanoma) su consiglio del dermatologo. I tumori del sottocute (lipomi) si possono rimuovere sia per ragioni estetiche sia a scopo di biopsia.

Cause – eziopatogenesi

Spesso queste lesioni non riconoscono una vera propria causa scatenante, a volte rientrano in quadri familiari a trasmissione genetica (lipomatosi multipla, sindrome familiare dei nei melanocitici atipici) e frequentemente insorgono col passare degli anni in seguito ad un fisiologico processo di invecchiamento cutaneo spesso accentuato e accelerato da un danno fotoindotto (raggi UVA e UVB).

Sintomi – quadro clinico dei tumori benigni della cute

In molti casi i tumori benigni della cute e del sottocute sono asintomatici e rappresentano soprattutto un inestetismo. In altri casi danno segno della propria esistenza per il progressivo incremento di volume e per la localizzazione, oppure perché vanno incontro a fenomeni di flogosi-infezione spesso recidivanti come nel caso delle cisti sebacee. In talune circostanze più che di veri e propri disturbi si può parlare di fastidio come nel caso degli istiocitomi che possono dare luogo ad un certo persistente fastidioso prurito.

Ev. esami diagnostici

Trattandosi di patologie benigne spesso non è necessario eseguire ulteriori approfondimenti diagnostici. In alcuni casi è comunque necessario confermare il sospetto clinico o acquisire nuove informazioni con altri accertamenti strumentali. Questo è particolarmente vero per i lipomi.
Con una semplice ecografia dei tessuti molli è infatti possibile meglio definirne la sede, l’eventuale presenza di capsula, la vascolarizzazione, le dimensioni. A volte soprattutto per alcuni sedi “difficili” come la regione scapolare ed occipitale può essere utile eseguire anche una RMN. Fondamentale invece per quanto riguarda le lesioni pigmentate è un’ approfondita visita dermatologica spesso supportata da una epiluminescenza, un esame non invasivo che permette di evidenziare alcune caratteristiche sospette non apprezzabili con il semplice esame clinico.

Preparazione pre-operatoria

Non è solitamente necessaria una vera e propria preparazione pre-operatoria fatto salvo per le abituali linee guida che regolano tutti gli interventi di chirurgia minore. É’ infatti necessario:

  • Sospendere eventuali farmaci antiaggreganti e/o anticoagulanti almeno una settimana prima dell’intervento per evitare eccessivi sanguinamenti
  • Eseguire una profilassi antibiotica per prevenire l’endocardite batterica in caso di patologie del sistema valvolare cardiaco

Ogni caso va comunque esaminato singolarmente adottando gli accorgimenti più idonei per affrontare l’intervento chirurgico con il massimo comfort ed il minor rischio possibili.

Trattamento

Tutti questi tumori possono essere asportati in anestesia locale.
Ne residua, di solito, una piccola cicatrice.
Una tecnica molto elegante consiste nello “squeeze” dei lipomi, ossia nell’asportarli spremendoli dalla cute tramite un taglio molto piccolo, quando sia possibile.

Decorso post-operatorio

I punti vengono rimossi (se presenti e non riassorbibili) dopo circa 8-9 giorni.