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Unghie incarnite – Equipe Dott. Baruffaldi

Definizione di unghia incarnita

unghie piedi incarniteL’unghia incarnita comporta l’infiltrazione, estremamente dolorosa, della lamina ungueale nei tessuti molli del solco ungueale generalmente con superinfezione batterica. Bisogna distinguere una diversa condizione patologica che spesso viene confusa con l’unghia incarnita: l’onicogrifosi o unghia ad artiglio. Questa condizione è spesso causata da un’infezione da miceti della lamina ungueale che tende ad ispessirsi ed incurvarsi. In questo caso il primo approccio è sostanzialmente medico e mirato ad eliminare l’infezione da miceti, solo in un secondo momento o in altri casi più complessi si procede all’intervento chirurgico.

Cause – eziopatogenesi

Una causa banale ma frequente di insorgenza di questa patologia risiede in una non corretta tecnica di taglio della lamina ungueale nelle abituali cure igieniche. E’ infatti importante non tagliare gli angoli rientranti della lamina ungueale che altrimenti col tempo tendono ad incurvarsi via via di più.

Sintomi – quadro clinico

La lamina ungueale infiltrando i tessuti molli del solco ungueale instaura un processo infiammatorio cronico doloroso che porta alla formazione a livello del lato colpito (spesso entrambi) di tessuto di granulazione friabile e sanguinante. Diventa difficile indossare le abituali calzature e quasi sempre alla flogosi si sovrappone un processo infettivo che richiede un trattamento antibiotico sia topico che sistemico. Tipicamente è colpito l’alluce.

Ev. esami diagnostici

Ogni qual volta si sospetti una sovrainfezione da miceti della lamina ungueale è bene procedere ad un esame micologico della stessa.

Preparazione pre-operatoria

E’ imporatante che i tessuti non siano troppo infiammati nè infetti , a volte è opportuno eseguire un ciclo di antibioticoterapia pre-intervento proprio per contenere questi processi.

Trattamento

Accanto ad una tecnica di onicectomia chirurgica tradizionale piuttosto cruenta e traumatica esiste una tecnica più conservativa e rispettosa dell’unità anatomica dell’unghia. Si tratta di una onicectomia “chimica” con una sostanza chiamata fenolo che “brucia” le cellule della matrice là dove si origina la lamina che incurvandosi crea il disturbo. Qualora sia possibile si brucia solo l’angolo con tendenza alla curvatura preservando il resto dell’unghia, ricrescerà una lamina più piccola ma dritta.
Naturalmente occorre asportare i granulomi periungueali per permettere una guarigione il più possibile senza recidive.

Decorso post-operatorio

Dopo l’intervento i tessuti tendono a sanguinare abbastanza copiosamente essendo una zona particolarmente vascolarizzata. E bene quindi mantenere il ghiaccio sulla parte operata per almeno 4-6 ore dopo l’intervento.
Si ricorda che la chirurgia ungueale è spesso soggetta a recidive.