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Sindrome del Tunnel carpale

tunnel_carpale.jpg DEFINIZIONE

Per Sindrome del Tunnel Carpale si intende una patologia caratterizzata da sofferenza compressiva del nervo mediano al suo passaggio a livello del canale carpale. In particolare questa sindrome si verifica quando le strutture contenute nel canale carpale aumentano di volume (in genere per processi flogistici o di imbibizione tissutale), oppure il canale carpale diminuisce di volume (traumi, fratture, processi reumatici).Roma

Cause – eziopatogenesi

Nella maggior parte dei casi si tratta di una affezione idiomatica che predilige il sesso femminile nel periodo perimenopausale (40-60 anni); nei 2/3 dei casi è simmetrica, anche se la sintomatologia è sempre più spiccata da un lato, quando è monolaterale interessa più frequentemente il lato dominante. Le forme secondarie sono da ricondurre ad anomalie anatomiche (muscolari, delle ossa carpali), a lesioni traumatiche o loro esiti ( frattura del polso, frattura lussazione delle ossa carpali, microtraumatismi cronici legati a particolari attività lavorative), a connettivopatie (artrite reumatoide, artrite psoriasica), a malattie metaboliche (gotta condrocalcinosi), a condizioni edemigene (gravidanza, climaterio). In gravidanza assume spesso un aspetto particolare in quanto tende a comparire verso il terzo mese di gravidanza per poi recedere verso il 6°-7° mese. Spesso ritorna successivamente o in altre gravidanze e richiede l’intervento definitivo.

Sintomi – quadro clinico

La sintomatologia che si accompagna alla sindrome del tunnel carpale è in stretta connessione al grado di compressione del nervo mediano al carpo, al tempo intercorso dall’inizio della sindrome, all’eziologia, ed è caratterizzata da:

  • fase irritativa: prevalenza di disturbi soggettivi di tipo parestesico (formicolii, sensazione di gonfiore alle dita, bruciori o scosse elettriche) ad interessamento prevalentemente delle prime tre dita,più evidenti durante la notte, con il riposo della mano. Questo si spiega con il fatto che l’attivita’ motoria dei tendini facilita la circolazione del sangue del nervo e impedisce la stasi nel tunnel
  • fase sensitiva o sensitivo motoria: accentuazione delle parestesie dolorose non solo più notturne, ma a carattere continuo; inoltre compare una parestesia termodolorifica, con perdita della forza delle mani, specialmente al risveglio
  • fase della paresi: importante deficit motorio di alcuni muscoli del pollice con evidenza di una ipotonotrofia dell’eminenza tenare; tale fase può essere accompagnata da una notevole diminuzione ( o talvolta scomparsa) del dolore.

Ev. esami diagnostici

Un’attenta ispezione e palpazione delle strutture anatomiche con l’ausilio di alcuni test (test di Phalen, test di Tinel) possono già condurre il medico a porre una diagnosi corretta, che può essere supportata da indagini strumentali quali EMG (elettromiografia).

Preparazione pre-operatoria
Digiuno dalle ore 24 del giorno precedente

Trattamento

In alcuni casi può esserci una remissione spontanea del quadro sintomatologico, specialmente in quelle forme legate ad una ritenzione di liquidi come in gravidanza. L’utilizzo invece di farmaci antinfiammatori e della terapia infiltrativa può, nelle fasi iniziali, ottenere buoni risultati.

Nella fasi più avanzate della sindrome diviene indispensabile l’indicazione ad effettuare un intervento chirurgico di neurolisi per permettere al nervo di riprendere la sua normale funzione. Presso Promea tale intervento è eseguibile in regime di Day Surgery

Decorso post-operatorio

Il paziente viene dimesso con indicazione a mantenere l’arto in scarico, muovere le dita della mano operata, assumere una terapia medica a base di antinfiammatori e gastroprotettori.