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La cataratta secondaria

cataratta secondariaChe cos’è la cataratta secondaria? Quali disturbi può causare?

In alcuni casi, dopo l’intervento chirurgico per l’asportazione della cataratta, si può verificare un annebbiamento della vista che viene definito cataratta secondaria. Si tratta di una condizione che può insorgere in seguito alla rimozione del cristallino ed è legata a diversi fattori.

Questo tipo di problema può presentarsi a tre mesi dal primo intervento e con minore probabilità dopo 12 mesi.

Ma a che cosa è dovuto?

Si verifica cataratta secondaria quando vie è l’ispessimento e l’opacizzazione della capsula del cristallino. In parole semplici non è la lente artificiale che si opacizza, bensì il “contenitore” in cui essa è alloggiata: la capsula del cristallino. Si tratta dell’elemento naturale che contiene il cristallino, il quale, in sede di intervento della cataratta non viene asportato per offrire una sede migliore alla lente artificiale.

Questa affezione può comportare un calo della vista in quanto il paziente va incontro agli stessi sintomi della cataratta: offuscamento della visione, annebbiamento.

Soluzione

Per ovviare a questo problema la chirurgia oculistica ha messo ha punto una tecnica chirurgica semplice, veloce ed assolutamente indolore effettuata con lo YAG – laser  che viene anche definita capsulotomia. L’intervento dura circa un minuto e viene eseguito dopo aver anestetizzato l’occhio con un collirio. Lo YAG – laser non fa altro che praticare un piccolo foro al centro della capsula posteriore. In questo modo la visione ritorna nitida. Per correggere la cataratta secondaria non vi è dunque necessità di riaprire l’occhio.

Per ragioni facilmente intuibili, la cataratta secondaria non può essere guarita con dei colliri perché ad essere interessato da ispessimento ed opacizzazione è il sacco capsulare. L’unica soluzione possibile è quella di creare un’apertura nella capsula posteriore.

Complicanze

L’intervento di cataratta secondaria è abbastanza rapido: la sua durata è di circa un minuto. Trattandosi di un trattamento laser si potrebbe avvertire del bruciore o un po’ di fastidio nelle primissime ore successive alla correzione. Sono molto rare le complicanze intra operatorie ma è comunque corretto che il paziente ne venga informato. Si potrebbe anche alterare il cristallino per via del laser e in casi molto rari si sono verificati infezioni oppure distacco della retina. La cataratta secondaria potrebbe ripresentarsi in casi sempre molto rari, ma può essere operata nuovamente senza particolari problemi.

La comparsa della cataratta secondaria, dopo la sostituzione del cristallino naturale con la I.O.L, è in abbastanza frequente e conviene sempre eseguire la correzione che offre il vantaggio di un pieno recupero delle capacità visive del soggetto.

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